29 Mar 14

Master Class Urs Leimgruber

concerto partecipanti master class Urs Leimgruber

29 marzo sabato alle 20.30

presso Spazio Culturale Panelle 10
via panelle 10
6600 Locarno
per info 079 441 86 37

Ascolto sì, ma creativo.

Il passaggio in Ticino del sassofonista
Urs Leimgruber fornisce l’occasione per compiere
qualche riflessione sulla musica improvvisata,
il pubblico e la capacità di ascoltare. (di Giulio Carretti: Ticino/7/no 12 marzo 2014)

Alla base di tutto vi è una sorta di patto tacitamente stipulato fra il musicista (o i musicisti) e il pubblico. Quest’ultimo si assume tutti i rischi che l’attesa di qualcosa che potrà (o non potrà) accadere comporta, mentre sul palco il musicista, improvvisando e mettendo in campo tutte le sue capacità
creative e tecniche, sfida il tempo con l’obiettivo di produrre della musica interessante e, se possibile, bella. È un po’ questa la linea di demarcazione oltre la quale è indispensabile porsi se si desidera partecipare a un concerto di musica improvvisata, una partecipazione che implica un coinvolgimento attivo e una capacità di ascolto aperta e
creativa. A onor di storia, sotto la definizione di musica improvvisata, nel corso degli ultimi quarant’anni, si sono raccolti in Europa migliaia di musicisti, desiderosi di sviluppare un codice espressivo personale ed estemporaneo in grado di superare norme, linguaggi e clichè. Direttamente derivata dalle esperienze liberatorie del jazz e del free jazz degli anni sessantasettanta, la musica d’improvvisazione europea – che ha nelle figure di Evan Parker, Peter Kowald, Han Bennink, Alexander von Schlippenbach, Joëlle Léandre i suoi padri fondatori – ha mantenuto un rapporto stretto e vitale anche con le esperienze della musica contemporanea di cui metabolizza, attualizzandoli nell’istantaneità, contenuti e processi. Sembra difficile? Non è poi così vero.
Impro Ticino: Il nostro cantone ha avuto – e continua ad avere – un suo ruolo in questo ambito, grazie in particolare a due musicisti, Ivano Torre, percussionista, e Guy Bettini, trombettista. Il primo, coinvolto negli anni ottanta nell’esperienza del jazz e del free jazz, ha elaborato in seguito un linguaggio improvvisativo personale abbinando alla sua ricerca la definizione di una propedeutica efficace e originale al suono e ai suoi strumenti (si veda n. 36 del 2013 di Ticinosette). Collaboratore abituale del clarinettista Markus Eichenberger, Torre, oltre all’intensa attività concertistica, è responsabile dello Spazio Culturale Temporaneo di Bellinzona dove organizza concerti legati all’improvvisazione.
Sul versante del locarnese, Bettini, nella seconda metà degli anni ottanta, ha promosso una serie di eventi – da FAJAZZ in Piazza Grande a Locarno nel 1986, al MIC l’anno seguente (Musica Improvvisata Contemporanea) – che hanno contribuito a favorire la diffusione della musica improvvisata nel cantone. Trasferitosi a Berlino dal 1991 al 2003, ha partecipato come trombettista a quella che è stata la scena più vitale e stimolante in questo ambito, con progetti come l’Echtzeitmusik, intersecando, con spirito di curiosità e
apertura, musicisti, generi e approcci assai disparati. Tornato in Ticino, ha tenuto come musicista e come organizzatore, prima presso la Fabbrica di Losone e in seguito allo Spazio Culturale Panelle 10, concerti e seminari con Joëlle Léandre, Paul Lovens, Alexander von Schlippenbach, Barre Phillips, personalità storiche dell’improvvisazione
con cui ha spesso suonato nel corso della sua carriera. Ha inoltre fondato l’ensemble d’improvvisazione Sous-sol da lui diretto che raccoglie alcuni musicisti ticinesi.
Musica dell’istante: È nella cornice dello Spazio Panelle 10 sede dell’associazione CircoRu che, il 28 marzo, Urs Leimgruber, uno dei maggiori innovatori svizzeri del linguaggio sassofonistico nonché mirabile improvvisatore (ha collaborato a lungo con Barre Phillips, Joëlle Léandre e Marilyn Crispell) si esibirà in concerto insieme a Natalie Peters
alla voce e a Guy Bettini alla tromba. Il giorno seguente Leimgruber terrà una masterclass a cui parteciperà un gruppo di improvvisatori svizzeri e italiani. Un’occasione
per entrare nella sostanza di un’estetica musicale spesso ignorata dai media perché considerata difficile o destinata a un pubblico di nicchia. In realtà, questi musicisti offrono
al pubblico la possibilità di compiere una scelta, di entrare direttamente in rapporto con i materiali musicali proprio mentre questi si determinano, cogliendone gli elementi e
le strutture costitutive, le energie più intime e profonde. Un’occasione quindi per superare insieme, pubblico e artisti, quel limite ideale – e spesso ingombrante – che separa
l’improvvisazione dalla composizione, processi, al contrario, indissolubilmente legati.

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