21 Dic 07

DJ NENE

21 dic. Yula festa del solstizio invernale: balliamo con le musiche della NENE

Il solstizio d’inverno cade il 21 dicembre, è detto il giorno piĂą breve dell’anno, “il giorno che non è giorno” poichĂ© segna il punto di frattura fra un semestre e l’altro:
il sole tocca il punto piĂą basso dell’orizzonte, così questa è la giornata con le ombre piĂą lunghe. Si dice che anche la sua notte sia piĂą lunga, la piĂą buia dell’anno.
In antichità il solstizio d’inverno era un’importante festività dei popoli pagani, le celebrazioni si prolungavano per più giorni.
Veniva chiamato anche Mezz’inverno, Alban Arthuan o Yule.
Yule deriva dalla parola anglosassone “Yula”, che significa “ruota” (wheel), la Ruota dell’Anno: per le popolazioni anglosassoni proprio il solstizio marcava l’inizio del nuovo anno. Alban Arthuan è un termine che ha un’origine druidica, deriva da una Raccolta, codificata in tempi moderni, di antichi aforismi e detti dei Bardi d’Irlanda e Galles. La Raccolta è anche conosciuta come “Codice Segreto dei Bardi” e fino a non molto tempo fa a poterne usufruire erano in via esclusiva i membri di associazioni druidiche.
Alban Arthuan in gallico antico prendeva il nome di Genimalacta (grande rinascita), era Saturnalia nell’antica Roma ed è il Natale dell’era cristiana.
Quando il Cristianesimo si diffuse, le preesistenti ricorrenze festive si conservarono ma gli antichi riti si sostituirono o s’interpretarono secondo significati conformi alla nuova religione. Avendo adottato il calendario solare romano, la chiesa celebrò la nascita di Gesù al solstizio d’inverno, già “dies natalis Soli Invicti” (il giorno di rinascita del Sole Invitto), e dedicò il solstizio d’estate a San Giovanni, che aveva battezzato il Cristo. Oggi come in antichità, si tratta sempre di una festa di pace e una celebrazione della luce solare che rinasce dopo il solstizio invernale.

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